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L’occhio e la vista saranno il meraviglioso argomento che ci intratterrà per numerose uscite del mensile DOVE. Prima di cominciare ed entrare nel merito scientifico vorrei presentarmi. Mi chiamo Lidia ho 39 anni e da circa 23 faccio l’ottico.
Nella mia famiglia funzionava così: facevi la scuola di ottica a Pieve di Cadore, po’ di apprendistato sul campo e poi si decideva a tavolino sullo stradario dove poteva essere una zona appetibile per un nuovo negozio, così cominciavo, a diciannove anni, in un piccolo negozio di 20mq la mia attività, con un po’ di esperienza e tanta incoscienza, che mi ha aiutato a non accorgermi del peso che può avere un’attività commerciale. La passione per questo lavoro è diventata grande con me ed ogni giorno dedico il mio impegno nella crescita professionale comprendendo che oggi “vendere” occhiali è molto di più che mettere una montatura più o meno costosa sul volto delle persone, è un mondo fatto di comprensione del difetto visivo ma anche del’ansia legate a questo, è rassicurazione di un genitore con il figlio al primo occhiale, è spiegazione di un problema legato alla vista che non si può correggere è speranza di guarire il difetto con le nuove metodologie e neuroscienze applicate alla visione. Si, lo ripeto, da un po’ di tempo abbiamo cominciato a togliere gli occhiali invece che metterli, perché penso che il mio lavoro sia migliorare la vista e la visione, non “vendere occhiali”. Con questa finestra nuova di opportunità e speranza mi accingo a regalare a tutti i lettori di DOVE parte della mia esperienza includendo alcune testimonianze di persone che sono effettivamente guarite… Al prossimo mese con l’inizio dell’avventura.
Lidia.
Il problema della Miopia
Astigmatismo
Ipermetropia
Testimonianza
Cominciamo il nostro viaggio con alcuni concetti di anatomia e fisiologia generale dell’occhio. Mi vorranno scusare gli addetti ai lavori se userò parole e immagini semplici, ma lo scopo di questo spazio e capire un po’ di più com’è e come funziona l’occhio, non laurearsi in oculistica o ottica optometrica!
Immaginiamo l’occhio come una pallina di gomma sospesa nella cavità orbitale (ossa craniche a forma di caverna), legata sia sopra sia sotto da fasci muscolari incrociati tra loro.
Il tutto collegato, attraverso un cavo, che fuoriesce da un buchino in fondo alla caverna, chiamato nervo ottico, al computer centrale, al nostro cervello.

Questo per quanto riguarda l’esterno, all’interno invece si trova uno spazio composto di una sostanza gelatinosa e trasparente, chiamato corpo vitreo, il cristallino che è una lente d’ingrandimento con la possibilità di variare il suo potere attraverso dei muscoli chiamati “ciliari” (anche se con le ciglia non c’entrano nulla!), una sottile membrana nervosa chiamata retina che fa da sfondo e termina nei fasci nervosi detti nervo ottico. La parte più esposta è la cornea, trasparente, la sclera e la congiuntiva, bianca, e una membrana muscolosa a movimento sfintere di nome iride che determina il colore dei vostri occhi e la quantità di luce che penetra.

Vorrei farvi notare quante volte ho utilizzato la parola “muscolo” e “nervo” parlando degl’occhi …
I muscoli degli occhi sono parte lisci e parte striati quindi con movimenti a controllo volontario e non.
Il cuore, ad esempio, non possiamo decidere noi quando farlo funzionare o no, ma possiamo comunque allenarlo attraverso specifici esercizi.
I nostri polmoni sono muscoli involontari, (non dobbiamo ricordarci di respirare, fortunatamente, con la memoria che ho!), ma anche volontari, se voglio posso trattenere il fiato o aumentare la mia frequenza respiratoria con specifici accorgimenti …
Così possiamo allenare i nostri occhi, attraverso l’uso dei muscoli che li compongono e quindi modificare la struttura stessa dell’occhio e quindi … modificare la visione! Mi basta che vi soffermate a riflettere su queste semplici note, per ora, passeremo alle specifiche di ogni difetto visivo il prossimo mese.
A presto, Lidia Da Forno. lidiadaforno@tiscali.it
Il problema della Miopia
Parliamo adesso della miopia, uno dei principali difetti visivi, il più diffuso tra i giovani in età scolare.

I raggi luminosi che entrano nel nostro sistema visivo devono subire una determinata convergenza per arrivare esattamente sul punto dedicato alla visione dei particolari che si chiama FOVEA. Se subiscono una maggiore deviazione sulla fovea arriverà una componente successiva dei raggi ingrandita e distorta: sfocata! Questa è la definizione geometrica della visione.
Si parla spesso di miopia genetica, ma infondo non vi sono prove che ci sia una corrispondenza genetica se non per una predisposizione più o meno importante. Di sicuro vi sono esperimenti su popolazioni non scolarizzate e assolutamente emmetropi (visione nitida da lontano e da vicino) e i loro figli (geneticamente emmetropi) che una volta inserito il sistema scolastico i casi di miopia sono aumentati in maniera esponenziale. Questo senza voler entrare nel merito di studi contrapposti ci dà l’indicazione di una forte componente ambientale nel cambiamento visivo e un valido margine di lavoro a livello di abitudini e comportamenti per una risoluzione del problema fino alla scomparsa.
Naturalmente non vogliamo semplificare troppo la cosa, l’avvento dei monitor piatti e ad alta risoluzione a diminuito l’incidenza di affaticamenti da videoterminali, un po’ per il ritrovato spazio sulla scrivania e conseguente allontanamento del video un po’ per la minor spesa energetica di focalizzazione dovuta alla migliorata condizione di luce, ma non ha ancora guarito nessuno, quindi un uso più consapevole degli strumenti quotidiani come computer, videogiochi e anche occhiali (non tutti vanno bene per tutto) sicuramente aumenterà il benessere visivo ma per una regressione vera e propria l’impegno deve avvenire su un campo più ampio che comprende lo studio dell’origine della modifica visiva, una vera e propria ginnastica dei muscoli oculari e una attenzione particolare alla respirazione e all’alimentazione, i motori energetici del nostro corpo.
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Astigmatismo
Abbiamo parlato della miopia che sulle ricette dell’oculista è determinata dal segno meno (–) davanti al valore sferico della lente correttiva, dell’ipermetropia che invece ha il segno più (+) sempre davanti ad un valore sferico. L’astigmatismo si compone di due valori che diventano ognuno la componente descrittiva di una parte, quindi la figura geometrica che si costruisce non è sferica (con un unico valore a determinarla) ma bensì torica e la figura geometrica che la descrive è appunto il “toro”

Possiamo dire che la condizione di astigmatismo è la condizione di non sfericità della somma delle superfici rifrattive del nostro occhio sia questa la cornea o il cristallino. Possono quindi esserci varie combinazioni di astigmatismo: Astigmatismo miopico semplice, ipermetropico semplice, miopico composto, ipermetropico composto e misto. Per distinguerli basta guardare la nostra ricetta, se abbiamo solo il valore della sfera che sia essa negativa o ‘positiva non vi è astigmatismo, se invece i numeri che la compongono sono tre (sfera cilindro e asse) siamo sicuramente in presenza del difetto di cui parliamo oggi.

Il valore sferico sarà zero o assente (significa comunque zero) nei primi due casi (semplice), con il segno sferico corrispondente a quello del cilindro nei due casi di composto e con entrambi i segni (- e +) presenti e il valore nominale del cilindro superiore a quello sferico nel caso del misto.
Il terzo numero chiamato asse serve per determinare la posizione spaziale del valore scritto e nel caso della ricetta determina la posizione in cui il vostro ottico dovrà ruotare la lente correttiva per montarla sull’occhiale.
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Ipermetropia
Ipermetropia, questo nome un po’ altisonante che spesso viene confuso con la presbiopia è il difetto visivo inverso alla miopia. Se la miopia è un allungamento del bulbo l’ipermetropia possiamo (sempre con le dovute pinze) definirla uno “schiacciamento”.
L’occhio ipermetrope viene anche definito occhio piccolo o pigro per la mancata forza nel convergere i raggi esattamente sulla retina.
A livello visivo il miope vede bene da vicino e male da lontano, mentre l’ipermetrope, pur prediligendo la visione da lontano non vede molto nitido né una né l’altra. Alle basse ametropie la riserva accomodativa del cristallino gioca a favore nel rendere limpido il lontano, mentre da vicino il fuoco è difficile da mantenere. Molti bambini ipermetropi per aumentare il loro fabbisogno accomodativo da vicino convergono a tal punto gli occhi da creare uno strabismo.
Solitamente, proprio per questa difficoltà a mantenere la visione stabile e riposante da vicino i bambini ipermetropi sono amanti dei giochi di movimento, all’aperto e tendono ad essere un po’ più irrequieti dei calmi e disegnatori compagni miopi, anche se questa non è legge ma bensì una tendenza.

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Testimonianza
Mi chiamo Sonia, dall’età di 10 anni soffro di una miopia degenerativa che a luglio del 2007 era arrivata ad un picco di -7.50 diottrie. Mi sono rivolta a molti oculisti per trovare un metodo, possibilmente naturale per almeno fermare la crescita della mia miopia ma l’unica risposta che ho sempre trovato e stata di prepararmi all’operazione al laser, un volta che la mia miopia si fosse fermata … Ma un intervento chirurgico di tale importanza mi metteva ansia e paura di peggiorare la mia situazione invece di migliorarla.
Ho avuto il piacere e la gioia di conoscere la Sig.ra Lidia già dall’età delle scuole elementari e per me è sempre stata un punto di riferimento perché con la sua sicurezza e la sua convinzione mi ha sempre consigliato per il meglio e i suoi suggerimenti hanno migliorato il benessere della mia vista.
Da un’anno la Sig.ra Lidia mi ha proposto di seguire un metodo per il benessere visivo ideato dal dott. Bates di cui lei è “Educatore visivo” , ho subito aderito alla sua proposta e con grande pazienza e duro lavoro posso vantare a distanza di un anno notevoli risultati, i 10/10 adesso li raggiungo con poco più di -4.50 diottrie ma quel che è meglio che uso -3.25 e mi muovo con disinvoltura senza occhiali per maggior parte della giornata.
Sono contentissima e spero di incoraggiare molta gente a praticare questi esercizi, semplici, naturali, efficaci!!!
Grazie di cuore, Sonia.
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